L’innesto osseo è la risposta tradizionale all’atrofia, ma non è l’unica. Questa guida fa il punto su tipi, tempi, rischi e alternative, per aiutarti a decidere con consapevolezza.
Cos’è l’innesto osseo
L’innesto osseo ricostruisce l’osso alveolare riassorbito utilizzando osso del paziente, di banca o materiali sintetici. È la risposta tradizionale alla diagnosi di «osso insufficiente», ma comporta tempi lunghi, un intervento aggiuntivo e rischi di riassorbimento o fallimento.
I tipi di innesto
L’innesto autologo preleva osso dal paziente stesso, con un secondo sito chirurgico. L’innesto eterologo usa osso di origine animale; quello sintetico materiali artificiali. Ogni tipo ha tempi e caratteristiche diverse, ma tutti condividono un limite: non sono osso naturale del paziente e devono essere incorporati.
Tempi e rischi
L’innesto richiede in genere 4-9 mesi di attesa prima degli impianti, durante i quali il paziente resta senza denti fissi. I rischi includono infezioni, mancata integrazione e riassorbimento del materiale. Quando l’innesto fallisce, si riparte da capo dopo mesi di attesa.
L’alternativa basale
Il protocollo BSS™ e il sistema All-on-Full™ utilizzano l’osso basale, che non richiede innesti. Questo elimina i tempi di attesa, i secondi interventi e i rischi del materiale innestato, arrivando nella maggior parte dei casi a una riabilitazione in una sola seduta.
Contatti: prenota la tua valutazione
Il nostro studio si trova a Milano, in Via Enzo Ferrieri, 12, 20153 Milano (MI). Inviaci la tua panoramica o TAC su WhatsApp al numero cliccabile 388 7527525 per una valutazione gratuita e senza impegno, oppure scrivici all’email consulidentali@gmail.com.
La sede di Milano:
Il network in Lombardia:
Come funziona il carico immediato?
Il carico immediato collega gli impianti a una protesi fissa già nella stessa giornata dell’intervento, quando la stabilità primaria lo consente. Il paziente esce con denti fissi.
Quanto dura l’intervento?
Nella maggior parte dei casi la fase chirurgica si completa in una sola seduta, spesso circa due ore. La durata esatta dipende dalla complessità del caso.
L’intervento è doloroso?
Si esegue in anestesia locale, con eventuale sedazione cosciente. Il decorso è nella maggior parte dei casi gestibile con i comuni antidolorifici.
Quanto costa una riabilitazione senza osso?
Dipende dal caso, dal numero di impianti e dal tipo di protesi. Eliminando innesti e rialzi si riducono anche le fasi e i costi. Il preventivo è sempre scritto.
Posso inviare la mia TAC per una valutazione?
Sì, puoi inviare la TAC o la panoramica via WhatsApp al 388 7527525 per una valutazione preliminare gratuita e senza impegno.
Il metodo senza osso è adatto a chi ha una protesi mobile?
Sì, è una delle situazioni più frequenti. Chi porta una protesi mobile da anni ha spesso un’atrofia marcata ma un osso basale sufficiente.
La TAC 3D è necessaria?
Sì, è lo strumento fondamentale per pianificare una riabilitazione basale: misura l’osso basale e corticale e sceglie le zone di ancoraggio.
Quanto durano gli impianti?
Con buona pianificazione, igiene e controlli, gli impianti offrono stabilità a lungo termine. La durata dipende anche da fattori individuali.
Il preventivo è gratuito?
La valutazione preliminare con l’invio della TAC è gratuita. Il preventivo scritto viene fornito dopo la diagnosi.
Posso chiedere una seconda opinione?
Sì, è un tuo diritto. Invia la TAC o la panoramica per una valutazione preliminare e ricevi un quadro chiaro.
Cosa succede durante la prima visita?
Valutazione clinica e, se necessaria, TAC 3D. Il caso viene discusso in équipe e ricevi un quadro chiaro con tempi e costi.
Gli impianti basali sono affidabili?
Sì, quando pianificati correttamente con TAC 3D. L’osso corticale e basale offre spesso stabilità superiore all’osso innestato.
Quali sono le controindicazioni?
Alcune patologie non compensate, terapie con bifosfonati per via endovenosa o condizioni locali particolari.
Cosa devo portare alla prima visita?
Eventuale TAC o panoramica, l’elenco dei farmaci, informazioni sulle patologie e le tue domande scritte.
Come mantengo l’igiene dopo la riabilitazione?
Con spazzolino specifico, scovolini e idropulsore. L’igiene è il fattore che più allunga la vita di impianti e protesi.
Qual è la differenza tra osso alveolare e osso basale?
L’osso alveolare sostiene i denti e si riassorbe quando vengono persi; l’osso basale è la struttura profonda di sostegno delle arcate, densa e corticale, che resiste al riassorbimento. L’implantologia tradizionale lavora sul primo, l’implantologia basale sul secondo.
Perché la diagnosi «non hai osso» è spesso incompleta?
Perché considera solo l’osso alveolare e ignora l’osso basale, che nella maggior parte dei casi è presente e utilizzabile. Una TAC 3D letta in ottica basale può ribaltare la diagnosi iniziale.
Cosa significa BSS™?
Bilateral Sinus Solution: un protocollo di implantologia a carico immediato che aggira i seni mascellari invece di rialzarli, ancorando gli impianti nelle zone di osso basale e corticale.
Cosa significa All-on-Full™?
Un sistema di riabilitazione totale fissa che include i molari e utilizza più punti di ancoraggio, per restituire una masticazione completa e non solo un sorriso estetico.
Perché i molari sono così importanti?
Perché svolgono la maggior parte del lavoro di triturazione e sopportano i carichi più elevati. Una riabilitazione che li esclude compromette la masticazione e la digestione.
Quali zone di ancoraggio utilizza il protocollo BSS™?
Le zone posteriori dell’arcata indicate con la numerazione dentale 18, 28, 15, 25 e le aree pterigoidee, dove l’osso corticale è denso e offre un ancoraggio primario solido.
Cosa sono gli impianti pterigoidei?
Impianti ancorati alla regione pterigoidea, un’area di osso corticale denso nella parte posteriore del mascellare superiore. Permettono di evitare il rialzo del seno e, spesso, gli zigomatici.
Quanto dura una riabilitazione con il protocollo basale?
Nella maggior parte dei casi la fase chirurgica si completa in una sola seduta, spesso circa due ore, con denti fissi provvisori in giornata. La protesi definitiva viene finalizzata nelle settimane successive.
Il carico immediato è sempre possibile?
No, dipende dalla stabilità primaria degli impianti e dalle condizioni cliniche. Quando è possibile, il paziente esce dallo studio con denti fissi già nella stessa giornata.
Quali sono i vantaggi rispetto a innesti e rialzi?
Tempi molto più brevi, un solo intervento invece di più fasi, nessun materiale da innesto, nessun rischio legato al seno e, nella maggior parte dei casi, costi complessivi inferiori.
Il protocollo basale è doloroso?
L’intervento si esegue in anestesia locale, con eventuale sedazione cosciente. Il decorso post-operatorio è nella maggior parte dei casi gestibile con i comuni antidolorifici.
Come faccio a sapere se sono idoneo?
Il modo più rapido è inviare la TAC o la panoramica via WhatsApp per una valutazione preliminare gratuita, oppure prenotare una prima visita con TAC 3D e diagnosi collegiale.
La TAC 3D è indispensabile?
Sì, è lo strumento fondamentale per misurare l’osso basale e corticale e pianificare le zone di ancoraggio. Una diagnosi basata solo sulla panoramica è incompleta.
Cos’è la diagnosi collegiale?
È il metodo con cui ogni caso viene discusso da più professionisti, che confrontano le rispettive letture delle immagini. Riduce il rischio di valutazioni parziali e di errori.
Gli impianti basali durano?
Sì. L’osso corticale e basale offre spesso una stabilità superiore all’osso innestato. La durata dipende da pianificazione, esperienza e manutenzione.
Posso fare gli impianti se assumo anticoagulanti?
In molti casi sì, ma va segnalato in fase di anamnesi e gestito in coordinamento con il medico curante. Ogni caso viene valutato individualmente.
Il fumo è un problema per gli impianti?
Il fumo riduce la vascolarizzazione e la capacità di guarigione, aumentando il rischio di complicanze. Smettere o ridurre il fumo migliora la prognosi.
Dove si trova lo studio?
A Milano, in Via Enzo Ferrieri, 12, 20153 Milano (MI), con un network di sedi in tutta la Lombardia. Puoi contattarci su WhatsApp o via email.
Quanto durano i controlli dopo l’intervento?
I controlli iniziali sono più ravvicinati, poi si diradano secondo un calendario personalizzato. Servono a intercettare per tempo eventuali problemi.
Cosa posso mangiare dopo l’intervento?
Nei primi giorni è consigliata un’alimentazione morbida. In seguito si torna progressivamente a una dieta normale, fino a una masticazione completa.
Posso tornare al lavoro subito?
Dipende dal tipo di lavoro. In molti casi bastano pochi giorni; per lavori fisicamente impegnativi può essere consigliato un riposo più lungo.
La protesi fissa si vede?
No, la protesi viene realizzata su misura per un aspetto naturale e armonioso, senza l’effetto «denti finti».
Gli impianti si possono fare anche da anziani?
L’età anagrafica conta meno delle condizioni generali di salute. Molti pazienti over 70 e over 80 affrontano con successo la riabilitazione.
Il diabete è una controindicazione?
Il diabete ben compensato non è di norma una controindicazione assoluta, ma richiede una valutazione accurata e un monitoraggio attento.
Che differenza c’è tra protesi fissa e mobile?
La protesi fissa è ancorata agli impianti e non si muove; la mobile poggia sulla gengiva, si muove e accelera il riassorbimento osseo.
La riabilitazione migliora la digestione?
Una masticazione più efficiente tritura meglio il cibo, facilitando il lavoro dello stomaco e l’assorbimento dei nutrienti.
La sedazione cosciente è disponibile?
Sì, per i pazienti più ansiosi. Permette di affrontare l’intervento in uno stato di rilassamento, e le opzioni vengono discusse in fase di pianificazione.
Come mantengo l’igiene dopo la riabilitazione?
Con spazzolino specifico, scovolini, idropulsore e filo dove indicato. L’igiene è il fattore che più allunga la vita di impianti e protesi.
Posso decidere con calma dopo la prima visita?
Assolutamente sì. Non c’è alcuna pressione: ricevi il piano e il preventivo, e puoi prenderti tutto il tempo che ti serve.
Il titanio è sicuro?
Sì, è il materiale di riferimento dell’implantologia per biocompatibilità e affidabilità, documentate da decenni di pratica clinica.
Il bruxismo danneggia gli impianti?
Il digrignamento genera forze eccessive che possono sollecitare impianti e protesi. In presenza di bruxismo, la pianificazione ne tiene conto.
Quanto dura il gonfiore post-operatorio?
Il gonfiore è di norma contenuto, raggiunge il picco nelle prime 48 ore e si riduce nei giorni successivi.
Posso sorridere normalmente con la protesi fissa?
Sì, la protesi è realizzata su misura per un aspetto naturale e armonioso, senza l’effetto «denti finti».
Gli impianti richiedono manutenzione costosa?
La manutenzione consiste in igiene quotidiana e controlli periodici, dai costi contenuti. È il miglior investimento per proteggere il risultato.
Qual è il primo passo per cominciare?
Contattarci su WhatsApp al 388 7527525 o via email, inviando eventualmente la TAC o la panoramica. Da lì organizziamo la prima visita.
Posso fare una sola arcata?
Sì, il trattamento può riguardare una sola arcata o entrambe. La pianificazione tiene conto delle differenze tra mascellare e mandibola.
Quanti impianti servono per un’arcata completa?
Dipende dal caso clinico. La pianificazione con TAC 3D definisce il numero ottimale di punti di ancoraggio per stabilità e distribuzione del carico.
La riabilitazione è definitiva?
Gli impianti sono una soluzione stabile e duratura. Con una buona manutenzione, il risultato si mantiene nel tempo.
Posso vedere casi simili al mio prima di decidere?
Sì, in studio è disponibile la documentazione clinica dei casi, nel rispetto della privacy dei pazienti.
Quanto tempo passa tra prima visita e intervento?
Dipende dalla disponibilità del calendario e dalla complessità del caso. Cerchiamo di accorciare i tempi, soprattutto per chi arriva da lontano.
Posso viaggiare dopo l’intervento?
Nelle prime settimane è consigliabile evitare viaggi lunghi, per non interferire con la guarigione e garantire l’accesso ai controlli.
L’osso basale è presente in tutti?
Nella stragrande maggioranza dei pazienti sì, anche in presenza di atrofia severa. Esistono rare condizioni che possono comprometterlo, ma sono l’eccezione. La TAC 3D permette di verificarlo caso per caso.
Gli impianti basali durano meno di quelli tradizionali?
No. L’osso corticale e basale offre spesso una stabilità superiore all’osso innestato, perché è più denso e meno soggetto a riassorbimento. La durata dipende dalla pianificazione e dalla manutenzione.
La diagnosi senza osso può essere sbagliata?
Più che sbagliata, nella maggior parte dei casi è incompleta: descrive il riassorbimento dell’osso alveolare ma non considera l’osso basale. Una TAC 3D letta in ottica basale può smentirla.
Cosa succede se rimando la riabilitazione?
Rimandare significa convivere con una masticazione compromessa e un riassorbimento che avanza. Intervenire in tempo offre più opzioni e risultati migliori.
Il rialzo del seno è sempre doloroso?
Il decorso può essere fastidioso, con gonfiore e possibile interessamento del seno. Il protocollo BSS™, non invadendo il seno, ha un decorso generalmente più contenuto.